Wednesday, May 09, 2007

Let's knit together...

...to help others! Vik launched this beautiful and helpful project for homeless people, knittingforhomeless.blogspot.com.

Italian knitters I'm telling you this so you can join Vik, making even just one scarf would help the needy. Spread the word!

I'm on it and if you want we could make a knitting/crocheting group together :-)

9 comments:

Typesetter said...

Se devo aiutare i senza tetto, onestamente, preferisco investire in qualcosa di più concerto che fare a uno un cappellino di lana. Con gli stessi soldi (considerando che il mio lavoro valga sei euro l'ora e che per fare un cappellino servano tre ore di lavoro e 4 euro di filato = 22 euro) posso, per esempio, fare una donazione a una mensa qualsiasi e garantire al senza tetto in questione una settimana di pasti, oppure comprargli un maglione e un cappello, anziché fargli il solo cappello.

Alessia said...

A me l'iniziativa piace molto!
Non credo sia una questione di valore economico, quello che vedo è il valore del gesto a livello umano: un regalo raro e inaspettato può scaldare il cuore e allontanare per un attimo dal grigiore delle loro giornate!
Lana dai colori vivaci e magari un piccolo dono avvolto nella sciarpa, tipo una barretta di cioccolato...
Non amo la beneficenza come investimento, ma mi piace chi aiuta la gente "sul campo"!
Sarebbe assurdo distribuire sciarpe e cappelli a Roma in questo periodo dell'anno (inizia a fare veramente caldo!), ma credo che farò qualcosa all'arrivo del prossimo inverno!

zrinka said...

Sono d'accordo con Alessia, anche io non credo che sia una questione economica. Sto facendo dei cappellini per bimbi con dei rimasugli di lana, li darò ad un sacerdote che li porterà presto con sè in Brasile ... e mi fa piacere, mentre lavoro, immaginare i sorrisi di coloro che riceveranno i miei regali e quelli degli altri. E' vero, potrei anche spedire soldi ... ma, secondo me, non è la stessa cosa. Poi, ovviamente ognuno è libero di pensarla come vuole.

Justine said...

L'iniziativa parte dall'Argentina in cui ora è inverno, per cui se volete aderire a questa potete farlo ora e magari potremmo pensarne una italiana tutte insieme il prossimo inverno.
Insomma sono d'accordo con Alessia e Zrinka, non è una questione di soldi, ma di gesto. Magari usando degli avanzi di lana non costa molto e fa piacere :-)

Typesetter said...

Forse è la mia educazione di stretta osservanza marxista, o forse no perché sono più vicina alla generazione del pane e delle rose, ma credo comunque che se vogliamo dare una mano di calore umano a dei barboni è meglio che gli offriamo dei caffè al bar: con lo stesso investimento di tempo e denaro diamo calore umano a più persone. E se gli offriamo, assieme al caffè anche il panino per pranzo gli diamo anche da mangiare e prendiamo due piccioni con una fava.

Justine said...

Sicuramente un caffè fa piacere, ed è molto pragmatico, ma a me piace pensare che una cosa fatta a mano, creata ad hoc, e che per di più tenga caldo, sia in grado di scaldare cuore e pancione anche più a lungo della durata del caffè :-)

Vik said...

Cara Justine!
First of all, thank you for joining us. Thank you for being there, for your support.

Cari amici italiani! Ciao a tutti!
It´s very interesting to read your opinions here, thank you.

Dear typesetter, we are all different, we can´t think all the same, would be boring! ;) I think it´s great and very friendly from you, if you will buy food for the homeless, instead of yarn to knit a scarf. Thing is, let´s do something for them. You choose food, great!

Dear Alessia and Zrinka, thank you. You got exactly the meaning of the project. I know about italian summer and the famous "ferragosto". Maybe you can start something now in Spring, keep it home, and take it again in November...

Dear Justine, again, thank you.

knitaly said...

Sono contenta di aver letto le vostre opinioni, quello che mi preme dire è che la cosa più difficile e più bella è farsi coinvolgere emotivamente dai problemi degli altri. E' facile e poco impegnativo aprire solo il portafoglio, molto più difficile offrire un pò del proprio tempo e della propria attenzione. Spesso ho offerto solo il mio aiuto economico, ma sono scappata di fronte al contatto diretto con il senzatetto che dorme sotto i portici di Torino, me ne vergogno molto!

Justine said...

Cara Knitaly, a tutti è capitato di evitare un confronto diretto con qualcuno nella strada penso. Non c'è nulla per cui sentirsi in colpa. E poi lo vedi, ci sono mille modi (dal caffè alla sciarpa) per fare piacere anche alle persone meno fortunate :-)